Progetti - Acque conosciute


Il Progetto "Acque: queste conosciute" è stato finanziato dalla Fondazione Cariplo nell'anno 2003. Il presente progetto è il primo tentativo di riordino e riorganizzazione in maniera completa del Sistema Idrico del Parco. Gli interventi "di primo livello" riguardano opere interessanti il miglioramento funzionale ed ambientale degli alvei del torrente Quisa e Morla e di quattro torrenti minori del reticolo idrografico del parco, ovvero i Torrenti Rino, Rigòs, Giongo e Gardellone, ed interessano sia i corsi d'acqua nello specifico (alveo, qualità delle acque, fauna ittica, vegetazione spondale, eccà) sia gli ambiti territoriali di pertinenza (boschi limitrofi, percorsi, eccà), in un'ottica per così dire "sistemica". Questo "sistema" infatti non è mai stato tutelato adeguatamente. Alla luce degli avvenimenti calamitosi e straordinari verificatisi in Italia nell'ultimo decennio dovrà essere posta particolare attenzione alle interazioni Acqua-Territorio, nell'intento di arginare gli eventuali problemi di dissesto idrogeologico per l'intero territorio. E’ inoltre innegabile che il patrimonio idrico racchiuso in un'area così omogenea come quella del Parco dei Colli rappresenta una ricchezza
inestimabile di ordine ambientale, storico, culturale meritevole di una riqualificazione e di un'attenzione adeguata. Le pressioni antropiche dell'area e l'abbandono delle pratiche selvicolturali in atto sono solo due delle concause che hanno determinato il progressivo "impoverimento" dei Sistemi legati all'acqua sul territorio del parco e lo "squilibrio" idrico dei reticoli, spesso afflitti da problemi quali:
· inquinamento dovuto alla presenza di scarichi civili ed industriali non depurati;
· portate al di sotto del mimino vitale alternate a periodi di piena;
· impoverimento e in alcuni casi scomparsa della fauna ittica;
· sedimentazione di materiale sul fondo dell'alveo;
· insufficienti condizioni di sicurezza in caso di piena;
· vegetazione spondale esuberante, con piante schiantate che spesso ostruiscono
· il deflusso delle acque;
· caratteristiche morfologiche dell'alveo modificate, con conseguenti erosioni
· spondali e rischio frane;
· perdita di aree umide (e di conseguenti habitat naturali e biodiversità)...

   
La principale finalità del progetto in quest'ottica è quella di ripristinare le caratteristiche idrogeologiche più indicate, di monitorare con costanza l'intero reticolo e gli ambiti territoriali connessi, di intervenire anche con azioni di ingegneria naturalistica laddove ve ne fosse necessità, eccà Su un "secondo livello" si pongono invece gli interventi relativi alla costituzione di un modello fruitivo compatibile delle risorse idriche. Il Parco dei Colli infatti è ricco di acque superficiali e sotterranee, e storicamente tale ricchezza ha per così dire segnato anche fisicamente oltre che culturalmente il territorio. Si pensi ad esempio all'Acquedotto dei Vasi o alle numerose sorgive della zona, o allo storico mulino abbandonato e trasformato ubicato in località Ramera che ha segnato la toponomastica locale dando il nome alla via stessa (Via al Mulino). Nel tempo però l'attenzione per la "Risorsa Acqua" è andata progressivamente perdendosi, in quanto è stata considerata dalle amministrazioni locali solo in caso di necessità relative al rafforzamento delle portate degli acquedotti locali, e ciò ha determinato, oltre che i problemi sopra elencati, anche un "impoverimento culturale" e una scarsissima considerazione negli strumenti di pianificazione ad uso comune (PRG, ecc..) del bene acqua. Questo progetto vuole dunque mediante interventi sui percorsi concorrere al recupero anche culturale della valenza del Patrimonio Idrico per l'intera area a parco.

   
Volendo sintetizzare possiamo dire che l’intervento intende agire su due fronti, qui indicati in maniera distinta ma concettualmente e logicamente integrati:
· studi ed indagini approfondite per verificare lo stato di fatto della rete idrica minore dell’area del Parco e degli ambiti territoriali ed ambientali connessi (boschi riparali, aree umide, ecc), e azioni volte alla realizzazione di opere di regimazione, pulitura, monitoraggio, per il ripristino delle caratteristiche ambientali dell’intero sistema, ivi compreso la reintroduzione dell’ittofauna;
· coinvolgimento delle amministrazioni comunali dei dieci comuni consorziati in particolare con gli Assessorati all’Ecologia per la costituzione di una partnership che lega amministrazioni, volontariato, Parco e popolazione locale (agricoltori, proprietari, ecc.), volta la gestione, monitoraggio, tutela e valorizzazione dei corsi d’acqua, sorgive, aree umide, fossati, eccà.
· recupero dei percorsi inerenti il Patrimonio Idrico (dai torrenti alle sorgive) e conseguente azione di promozione, e attraverso la pubblicazione di opportuni opuscoli informativi, e attraverso eventi animativi di piazza e collaborazione con le scuole del parco, per la creazione di un modello di fruizione che abbia come proprio oggetto la Risorsa Acqua in tutte le sue sfaccettature; per fare ciò il progetto prevede nello specifico la collaborazione con un gruppo teatrale locale esperto nel settore.