Progetto Cariplo 2009

PARCO DEI COLLI DI BERGAMO, INTERVENTI A FAVORE DELLA BIODIVERSITÀ: LE ZONE UMIDE MINORI

  

PROGETTO REALIZZATO GRAZIE AD UN CO-FINANZIAMENTO DI FONDAZIONE CARIPLO NELL’AMBITO DEL BANDO AMBIENTE 2009 “TUTELARE E VALORIZZARE LA BIODIVERSITÀ

 

Premessa

Le zone umide minori come stagni, pozze d’abbeverata e piccoli corsi d’acqua, sono biotopi di straordinaria importanza, sebbene spesso poco tutelati. In Europa, tali ecosistemi comprendono una gamma di ambienti acquatici altamente diversificati e diffusi, da cui dipende lo sviluppo di complesse biocenosi animali e vegetali. In particolare questi siti rivestono un ruolo fondamentale per la riproduzione e quindi la conservazione di numerose specie di invertebrati e degli Anfibi, la classe di vertebrati maggiormente minacciata di estinzione a livello globale.

Al giorno d’oggi, la conservazione delle zone umide minori presenta una serie di sfide difficili e complesse connesse ad alcune delle più importanti questioni del nostro tempo, come il degrado degli habitat, l’estinzione delle specie, la gestione delle risorse acquatiche e il cambiamento climatico.

 

La situazione delle zone umide all’interno del Parco

La posizione strategica del Parco dei Colli, a cavallo tra l’alta pianura padana ed i primi contrafforti alpini, fa sì che al suo interno si trovino una vasta varietà di ambienti umidi, seppur caratterizzati oggi da una distribuzione alquanto ridotta e frammentata.

Le principali criticità che minacciano oggi la conservazione delle zone umide minori all’interno del Parco dei Colli di Bergamo, sono cosi riassumibili:

 

  • scomparsa delle pozze d’abbeverata dalla zona montana del Parco conseguente alla contrazione della pastorizia di stampo tradizionale;
  • bonifiche ed alterazioni di zone umide minori di pianura, quali piccole raccolte d’acqua anche di natura temporanea, stagni, rogge e canali, conseguenti al processo di sottrazione di suolo dovuto all’espansione di centri urbani e infrastutture;
  • progressivo interramento delle zone umide minori esistenti, dovuto alla naturale rapida evoluzione di questi biotopi e contemporanea impossibilità di formazione spontanea di nuovi siti a causa delle trasformazioni operate dall’uomo sul territorio;
  • modifica dei regimi idrici di torrenti e canali in relazione a captazioni effettuate per vari scopi;
  • inquinamento delle acque;
  • immissione illegale di specie alloctone (principalmente pesci e testuggini) con conseguente impatto negativo sul successo riproduttivo di Anfibi e invertebrati acquatici. L’introduzione di queste specie, vietata dalla legge, è per di più operata da privati in maniera più o meno consapevole.

 

Specie alloctone? no grazie

L’introduzione  di specie animali domestiche o estranee nell’ambiente naturale può rappresentare una grave minaccia per la biodiversità. Ogni ecosistema è difatti caratterizzato dalla presenza di un preciso e delicato equilibrio biologico, basato sulla continuità delle catene alimentari, in cui il rapporto tra le diverse specie animali e vegetali è il frutto di millenni di co-evoluzione tra gli organismi.  L’ immissione di specie alloctone, vale a dire di forme di vita “aliene” per un determinato habitat, può sconvolgere completamente questo equilibrio, portando gravi scompensi in tutto l’ecosistema.  È il caso di pesci rossi e Tartarughe dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans), sempre più spesso irresponsabilmente abbandonati in stagni e ruscelli, la cui presenza è incompatibile con la sopravvivenza di quasi tutte le specie di anfibi presenti nel Parco. 

 

Nonostante le sopraelencate problematicità le zone umide del Parco dei Colli presentano ancora oggi notevoli elementi di pregio dal punto di vista faunistico e vegetazionale, tra cui ben 12 specie di Anfibi, la conservazione di alcune delle quali è di carattere prioritario a livello europeo (All. II Direttiva Habitat 92/43/CEE).  

 

Check list degli Anfibi presenti nel Parco dei Colli di Bergamo

Nome comune Nome scientifico
Ululone dal ventre giallo Bombina variegata
Rospo comune Bufo bufo
Rospo smeraldino Bufo viridis
Raganella italiana Hyla intermedia
Rana agile Rana dalmatina
Rana di Lataste Rana latastei
Rana verde di Lessona Pelophylax lessonae
Rana verde minore Pelophylax kl esculenta
Rana montana Rana temporaria
Tritone crestato Triturus carnifex
Tritone punteggiato Triturus vulgaris
Salamandra pezzata Salamandra salamandra

 

Il progetto

Il Parco Regionale dei Colli, grazie ad un co-finanziamento di Fondazione Cariplo, ha realizzato nel biennio 2010-2011 uno specifico progetto pilota di conservazione e ripristino di alcuni biotopi di zona umida presenti sul proprio territorio, attraverso una serie di interventi concreti volti al miglioramento e all’implementazione di questi habitat.

 

In particolare sono state realizzate le seguenti azioni, pensante come risposta diretta alle principali esigenze di conservazione:

  1. creazione di due nuovi stagni “artificiali” in loc. Valmarina, Comune di Bergamo;
  2. creazione di un nuovo stagno “artificiale” e ripristino di un sito già esistente in fase di progressivo interramento in loc. Astino, Comune di Bergamo, all’interno del Sito di Interesse Comunitario e Riserva Naturale IT2060012 “Boschi di Astino e dell’Allegrezza”;
  3. creazione di cinque nuove pozze d’abbeverata in ambiente prealpino in Comune di Sorisole, all’interno del Sito di Interesse Comunitario e Riserva Naturale IT2060011 “Canto Alto e Valle del Giongo”;
  4. azione divulgative circa la salvaguardia delle zone umide minori e più in generale sull'importanza della conservazione della biodiversità, tra cui conferenze a tema e la creazione di un percorso naturalistico autoguidato (di cui è disponibile una brochure illustrativa ritirabile presso gli uffici del Parco o scaricabile qui in formato PDF).

 

Lo stagno “artificiale”

 Uno stagno è una piccola zona umida, caratterizzataFasi di realizzazione di uno stagno artificiale in localit√† Valmarina dalla presenza di acque ferme.

Gli Stagni  realizzati nell’ambito di questo progetto si definiscono “artificiali” poiché appositamente realizzati e dotati di una particolare geomembrana atossica in caucciù sintetico (EPDM Etilene Propilene Diene Monomero,  materiale che non contiene additivi inquinanti e non rilascia sostanze nocive, consentendo la vita a flora e fauna) per garantirne l’impermeabilità del fondo. Il criterio con cui sono costruiti tuttavia è volto a ricreare un habitat il più naturale possibile, ricalcando come posizionamento e strutturazione dell’invaso uno stagno di formazione naturale.

“L’evoluzione” dell’ecosistema stagno è poi affidata esclusivamente a dinamiche naturali: la colonizzazione da parte delle differenti forme di vita, con l’esclusione di alcune essenze idrofile autoctone introdotte per il consolidamento degli argini, è difatti dovuta all’arrivo spontaneo di individui pionieri provenienti dalle popolazioni faunistiche e floristiche locali. 

 

Risultati

I dati raccolti durante uno specifico monitoraggio condotto sui siti di nuova realizzazione hanno mostrato l’ elevata valenza ecologica di questi interventi, testimoniata dalla rapida colonizzazione spontanea di pozze e stagni da parte di un elevato numero di specie.

Nonostante la scarsa strutturazione iniziale dei biotopi neoformati, già a poche settimane di distanza dall’ultimazione dei lavori, è stato possibile osservare all’interno delle nuove zone umide diversi anfibi ed invertebrati, alcuni dei quali hanno utilizzato questi nuovi ambienti come sito riproduttivo fin da questa prima stagione.

La seguente tabella di sintesi illustrata i dati relativi alle specie censite durante il periodo aprile-maggio 2011, nei siti realizzati/ripristinati nel corso presente progetto, suddivisi per i tre principali macro-ambiti territoriali coinvolti.

 

Legenda: status X= presenza occasionale anche di un solo esemplare; P= presenza stabile; R= riproduzione accertata).

Specie

    Astino     Valmarina Canto Alto
Rospo comune   X  
Raganella italiana R R  
Rana agile R X  
Rana di Lataste R    
Rana verde di Lessona X P  
Rana verde minore X P  
Rana montana   X R
Salamandra pezzata X   R

  

Notevole inoltre lo sviluppo della componete invertebrata ed in particolare tra gli insetti, dell’ordine degli odonati, con un totale di 16 specie censite.

I dati raccolti offrono interessanti prospettive per la futura evoluzione di questi nuovi biotipo.  Già dalla prossima primavera è difatti atteso un ulteriore incremento della complessità e della strutturazione  ecosistemica, grazie all'auspicato arrivo di  nuove specie faunistiche (tra tutte Tritone crestato e Tritone punteggiato)e floristiche ed al consolidamento delle popolazioni già censite durante il 2011. 

 

 Nuvole di Zanzare? non nei “nostri” stagni…

  Tra le cause dell’innata avversità nei confronti delle zone umide da parte dell’opinione pubblica vi è  sicuramente il collegamento spontaneo che si tende a fare tra la presenza di questi ambienti e la diffusione della zanzara. Questo problema è stato aggravato negli ultimi anni dalla diffusione di una nuova specie di zanzara, particolarmente aggressiva, la zanzara tigre (Aedes albopictus). A tal proposito è importante sottolineare come in uno stagno correttamente inserito nell’ambiente naturale, al contrario di quanto accade per le piccole raccolte temporanee d’acqua in ambiente urbano, non si registri mai lo sviluppo di grossi contingenti di zanzare. La presenza di un ecosistema consolidato è difatti in grado di prevenire lo sviluppo eccessivo di una specie rispetto alle altre, grazie alla naturale presenza di competitori e predatori (quali ad esempio gli odonati e le loro larve, nella foto un maschio di Ischnura pumilio).