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  • Un'antica coltura torna nel Parco dei Colli di Bergamo
  • Ad Astino una piantagione di lino
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    UN'ANTICA COLTURA TORNA NEL PARCO DEI COLLI DI BERGAMO

    AD ASTINO UNA PIANTAGIONE DI LINO

     

    Un ettaro di terra per ricordare, sperimentare e celebrare un’antica tradizione del territorio: la coltivazione del lino. Nei prossimi giorni, nei campi di Astino, è in programma la semina. La natura farà il suo corso e da giugno, i cittadini potranno assistere al magnifico spettacolo della fioritura, grazie anche a diverse iniziative in programma, dalla visite guidate nella piantagione, alla mostra fotografica passando per le sperimentazioni culinarie.

    Il Parco dei Colli di Bergamo a seguito della proposta di valorizzazione territoriale avanzata dal Linificio Canapificio Nazionale, leader mondiale nella produzione di filati di lino e canapa e presenza industriale storica nel territorio del comune di Villa d’Almè, ha promosso, come parte attiva, la stipulazione di un protocollo d’intesa con il Linificio, la Fondazione Mia e Comune di Bergamo con il suo Orto Botanico “Lorenzo Rota” e la sezione di Astino nella Valle della Biodiversità.

    “Valorizzare un equilibrio tra la natura e la presenza dell’uomo” è alla base delle politiche promosse dal Parco dei Colli di Bergamo e la proposta colturale/culturale avanzata dal Linificio Canapificio Nazionale ben si allinea a tali principi e trova nella Fondazione Mia partner ideale per la sviluppo di prodotti della terra che fanno parte della storia del territorio bergamasco all’interno del progetto di valorizzazione della valle del Monastero di Astino.

    La Fondazione Mia, accogliendo favorevolmente la richiesta del Parco dei Colli di Bergamo, ha condiviso l’iniziativa inerente la promozione del progetto culturale, che sarà condotto in collaborazione con l’Orto botanico-Valle della Biodiversità e altre associazioni del territorio, per promuovere e valorizzare le fibre naturali nobili, come il lino e la canapa, in passato protagoniste del territorio bergamasco. La Fondazione Mia ha coinvolto gli imprenditori agricoli già operanti sui terreni, mediante l’associazione Produttori Agricoltori Biologici della Valle d’Astino. L’Orto botanico partecipa al progetto anche attraverso il monitoraggio delle coltivazioni, con sensori che raccoglieranno dati da mettere a disposizione del pubblico. Saranno inoltre organizzati, dall’Orto botanico, dal Parco dei Colli di Bergamo, in stretta collaborazione con il Linificio e Canapificio Nazionale, eventi formativi, educativi e di intrattenimento, anche con momenti di approfondimento culturale, negli ex monasteri di Valmarina e Astino. All’interno della piantagione sarà allestita un’apposita cartellonistica con contenuti didattici ed informativi sulla coltivazione del lino e della canapa.

    Il protocollo d’intesa prevede la coltivazione, per la prima volta nella città di Bergamo, del lino e della canapa. Si parte con un intervento, inizialmente per due annualità, su un ettaro di terra suddiviso in due semine, 3/4 a lino e 1/4 a canapa con lo spirito, a fronte di una buona riuscita dell’iniziativa, di proseguire interessando anche nuovi terreni secondo una rotazione tipica di queste colture.

    Angelo Colleoni, vicepresidente del Parco dei Colli di Bergamo

    “Il Parco dei Colli di Bergamo, all’interno delle proprie iniziative, intende promuovere attività legate al proprio territorio non solo a sostegno del settore agricolo ma anche industriale, valorizzando la storia di queste presenze e puntando a prodotti di alta qualità, frutto di un processo d’innovazione che si caratterizza sempre più per gli alti livelli di ecosostenibilità. Proprio in linea con quest’assunto vuole promuovere la valorizzazione dei prodotti di una storica azienda locale qual è il Linificio e Canapificio Nazionale, con sede a Villa d’Almè, accogliendo la richiesta di sviluppare una proposta di primo impianto sia del lino sia della canapa in territorio cittadino. Il Parco ha ritenuto luogo ideale per sperimentare questa coltivazione l’area della valle della bio-diversità afferente all’antico monastero di Astino. La grande attenzione e disponibilità della Fondazione Mia, proprietaria dei fondi, unitamente ai coltivatori locali che lavorano queste aree agricole, ha permesso di costruire un accordo d’intenti che consentirà di realizzare una coltivazione a lino e a canapa ai piedi del Monastero. E’ sicuramente un intervento assai interessante non solo per il recupero di antiche tipologie di colture presenti in terra bergamasca ma anche come momento di messa a conoscenza delle grandi potenzialità che questi prodotti hanno nella nostra vita quotidiana. Prodotti di grande naturalità, coltivati e lavorati con metodi ecosostenibili e biologici, in linea con i criteri propri della valle della biodiversità di Astino. Infine il parco organizzerà a settembre un apposito convegno, con esperti del settore di livello internazionale, per approfondire le tematiche che caratterizzano queste coltivazioni, e per incentivarne la produzione anche all’interno dei nostri territori.

    Leyla Ciagà, assessore all’Ambiente del Comune di Bergamo

    “La Valle della Biodiversità si arricchisce di colture, allargando lo sguardo oltre le piante ad uso alimentare. Il lino e la canapa hanno infatti diversi utilizzi, la loro coltivazione si riallaccia alla tradizione perché fino al secondo Dopoguerra, le piantagioni erano molto diffuse nella bergamasca, successivamente cadute in disuso. Reintrodurle in maniera sperimentale e con metodo di coltivazione biologico, diventa quindi molto interessante. Le colture diversificate inoltre, aiutano a costruire il paesaggio, a differenza dei luoghi dove si applica la monocultura”.

    Gabriele Rinaldi, direttore dell’Orto botanico “Lorenzo Rota”, sezione di Astino “Valle della Biodiversità”

    “Noi dell'Orto Botanico ad Astino monitoreremo le coltivazioni, anche con sensori innovativi, raccogliendo dati che metteremo a disposizione dei partner di progetto e della collettività. Inoltre, dimostreremo al pubblico la biodiversità di canapa e lino coltivando il maggior numero di varietà possibile, parleremo della loro importanza botanica, racconteremo le loro storie antichissime e perché sia importante coltivarle ancora oggi per ragioni di sostenibilità e per la molteplicità degli usi: vestire, mangiare, curare, costruire, dipingere, isolare, pavimentare...”

    Pierluigi Fusco Girard, amministratore delegato Linificio Canapificio Nazionale

    “Nella sua storia il Linificio e Canapificio Nazionale ha sempre avuto un rapporto “circolare” con il territorio, in tutti i luoghi dove erano ospitati gli stabilimenti del gruppo. Essi non si configurano come cattedrali nel deserto, ma sono inseriti nel contesto della vita reale della città. Dopo la riorganizzazione del Linificio, c’è stata una perdita parziale di questo contatto con il territorio, una prospettiva che intendiamo recuperare, partendo da tre capisaldi, che sono collegati agli aspetti intrinseci del territorio stesso e del Linificio: attenzione alla sostenibilità, alla tradizione ed all’innovazione. La sostenibilità ambientale è in parte nella fibra lino, la fibra più sostenibile e perfetto esempio di economia circolare, in parte nel processo produttivo ed in parte nel gruppo Marzotto, molto attento anche alla dimensione sociale della sostenibilità. La tradizione è, nei quasi 150 anni di esperienza e conoscenza, una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, dal 1873. Per quanto riguarda l’innovazione, il territorio ne ha fatto il suo cavallo di battaglia e il Linificio non è da meno, sempre all’avanguardia sia per i prodotti linieri che per i macchinari internamente disegnati, progettati e costruiti. Oggi la sostenibilità diventa sempre più sinonimo di circolarizzazione, anche tra innovazione e tradizione, tra impresa e territorio”.

    “Sostenibilità, tradizione e innovazione creano insieme valore aggiunto, vogliamo unire questi tre aspetti e sperimentarli anche sul nostro territorio. Così nasce il recupero della produzione e delle conoscenze, con una piantagione di lino e canapa ad Astino, nella “Valle della Biodiversità”, un progetto avviato con l’Orto botanico di Bergamo e la Fondazione Mia e il Parco dei Colli di Bergamo. L’intento è anche didattico, per far conoscere il lino e le sue proprietà. Vogliamo coinvolgere il territorio e combinare gli elementi di sostenibilità di Astino con quelli del lino. L’aspetto innovativo riguarda la sensoristica che sarà allestita nel terreno che ospiterà la piantagione e nell’applicazione che ne si farà di questa fibra, che verrà non solo utilizzata nel mondo dell’abbigliamento/arredamento, ma anche nel mondo dei materiali tecnici  e compositi. Il Linificio in collaborazione anche con altri partner europei, ha infatti avviato uno studio per sviluppare dei materiali compositi in fibra di lino e canapa che potrebbero diventare complementari a quelli in fibre sintetiche, per ottenere dei manufatti a basso impatto ambientale ma elevate performance tecniche. L’impiego sperimentale è previsto nel settore aircraft, ad esempio le cappelliere, in quello sportivo, penso alle racchette da tennis, nell’acustica, per le casse, e ancora nell’automotive, per le scocche delle auto”.

    Fabio Bombardieri, presidente della Fondazione Mia

    “Quando abbiamo ricevuto la richiesta da questa importante e storica realtà, qual è il Linificio e Canapificio Nazionale, abbia subito ritenuto importante creare le condizioni per rendere possibile questa iniziativa, ritenendo che fosse assolutamente confacente con il luogo, la valle di Astino. Crediamo che la fioritura del lino nei campi, momento importante dal punto di vista naturalistico, consentirà ai cittadini di apprezzare ancora di più un contesto già straordinario. Abbiamo quindi subito coinvolto i coltivatori, pressoché tutti terreni interessati infatti sono da loro condotti. Con loro abbiamo condiviso che c’erano le condizioni necessarie per poter realizzare il progetto, particolarmente positivo perché ne fanno parte diverse istituzioni del territorio”.

  • 17 aprile 2018