• 1 ottobre 2018

Il Lino di Astino abbraccerà Bergamo Alta

 
 
 

IL LINO DI ASTINO ABBRACCERA’ CITTA’ ALTA

Continua il progetto di reintroduzione della coltivazione di lino e canapa

promosso dal Parco dei Colli

 

 

 
 
 
 
Il lino coltivato ad Astino sarà utilizzato per vestire un monumento di Città Alta, che siano le Mura o porta San Giacomo: “Metteremo a disposizione circa 2 chilometri di tessuto in lino in occasione della fioritura dei campi, la prossima estate” annuncia Pierluigi Fusco, amministratore delegato del Linificio e Canapificio Nazionale di Villa d’Almè, intervenuto nell’ex convento di Valmarina, sede del Parco dei Colli di Bergamo, durante un convegno promosso dall’ente insieme al Linificio e alle altre realtà che hanno partecipato al progetto di reintroduzione della coltura del lino e della canapa ad Astino.
“Il progetto avviato questa primavera ha avuto successo, sono stati prodotti 500 chili di filo, che corrispondono a circa 2 chilometri – continua Girard -. Con questo filato, che sarà tessuto da imprese del territorio, abbracceremo simbolicamente la città di Bergamo, organizzando un evento, continuando a raccontare una filiera di eccellenza come è quella del lino. Questo progetto coniuga tradizione, innovazione e sostenibilità ed è stato possibile a Bergamo, perché ha una caratteristica unica: creare sinergie e collaborazioni”.
Anche l’anno prossimo si potrà quindi seguire la coltivazione del lino da vicino ad Astino, con diverse iniziative aperte al pubblico. In programma un laboratorio sulle fibre naturali in occasione di BergamoScienza. “Siamo soddisfatti dell’esito del progetto -  commenta il vicepresidente del Parco dei Colli di Bergamo Angelo Colleoni -. Il Linificio è venuto a bussare la porta del Parco per chiedere un pezzo di terra da coltivare, ovviamente abbiamo detto subito di sì, coinvolgendo la Fondazione Mia che ha messo a disposizione gli appezzamenti ad Astino, nella Valle della Biodiversità. Si è riusciti a riportare un’antica coltura nel territorio, verso un’agricoltura diversificata, un valore aggiunto per il paesaggio”. Maurizio Bergamini della Fondazione Mia ha rimarcato l’opportunità “di recuperare un pezzo dell’agricoltura bergamasca, coinvolgendo l’imprenditoria bergamasca”. Sono stati i ragazzi della cooperativa Ruah a lavorare durante la raccolta, mentre l’associazione dei produttori e agricoltori biologici di Astino si è occupata del ciclo produttivo. Il direttore dell’orto botanico del Comune di Bergamo Gabriele Rinaldi ha riconosciuto il valore del progetto, “parliamo di piante di grande interesse, fonti di fibra e sostenibili dal punto di vista della coltivazione, a differenza del cotone. La reintroduzione di lino e canapa è un tema di interesse globale”.
Fino a giovedì 11 ottobre la mostra fotografica sul lino allestita dall’associazione culturale Il Cavaliere Giallo è visitabile presso l’ex monastero di Valmarina, dalle 9 alle 13.